Arachidi

Storia delle Arachidi




Quando parliamo delle arachidi biologiche prodotte da Biofactor ci riferiamo ad alcune specie di leguminose appartenenti al genere Arachis, ordine delle Leguminosae e della famiglia delle Papilionacee certificate da Bios S.r.l. Le arachidi sono conosciute anche come “noccioline americane” o “spagnolette” e crescono nei climi caldi, sono originarie del Sud America e sono coltivate fin dall’antichità dalle popolazioni native del continente americano. Si tratta di una pianta erbacea annuale dal fusto eretto che può raggiungere un’altezza variabile tra i 30 e gli 80 centimetri.
L’arachide moderna deriva dall’ibridazione di due tipologie precedenti di arachidi andine. Le 20 coppie di cromosomi presenti nelle arachidi moderne risultano dalla somma di quelle di entrambe le vecchie specie di 10 cromosomi ciascuna.
Da sempre gli scienziati hanno avuto il fondato sospetto (oggi confermato) che gli “antenati” di questo tipo di arachide fossero varianti di Arachis duranensis, specie molto comune ai piedi delle Ande nella regione che si trova tra il nord-ovest dell'Argentina e il sud-est della Bolivia, e Arachis ipaensis, una specie che era stata segnalata, ma non confermata, in una città boliviana situata diverse centinaia di chilometri più a nord, ma che si riteneva estinta. Dato che uno dei primi manufatti testimonianti l’apprezzamento dell’uomo per questo frutto è un vaso precolombiano rinvenuto in Perù, vengono riconosciute alle arachidi origini sudamericane. Successivamente i portoghesi portarono le arachidi in Africa, dove vennero fin da subito considerate come importanti risorse alimentari che sarebbero cresciute in terreni troppo aridi per altre colture.
A partire dal 1530 le arachidi vengono esportate dai portoghesi in India e a Macao, nelle Filippine con gli spagnoli. Successivamente le arachidi vennero portate dai mercanti fino alla Cina, dove furono fin da subito considerate una coltivazione utile per la lotta contro la fame. La produzione nel nostro Paese inizia nel 1870 in provincia di Alessandria raggiungendo l’apice agli inizi degli anni ’60 del XX secolo, per poi cominciare un lento declino. Attualmente la produzione è piuttosto scarsa e le regioni interessate sono, in pratica, solo due: il Veneto e la Campania. Nel 1903 il chimico agrario americano George Washington Carver iniziò la ricerca di nuovi impieghi dell’arachide ricavandone più di 300 prodotti, fra cui bevande, cosmetici, tinture, farmaci, sapone da bucato, insetticida e inchiostro da stampa.
L’arachide produce l’omonimo frutto dal colore giallastro che al suo interno contiene due o tre semi di forma ovale ricoperti da una pellicola di colore rossiccio. Le arachidi sono composte dal 40 al 50% circa di olio e dal 20 al 30% circa di proteine. Il valore nutritivo delle arachidi è impressionante, queste contengono molte fibre, 13 vitamine e 26 minerali, molti dei quali non sono presenti nell’alimentazione di oggi.